Noi del crinale
Attoniti, increduli, sopraffatti dalla mostruosità di quanto accaduto, nel maggio 2023 ci siamo trovati tutti catapultati in una dimensione di cui si parlava da tanto, ma che stavamo sperimentato di persona: il clima è cambiato e i fenomeni estremi sono sempre più frequenti.
Mentre le colline scivolavano a valle trascinando alberi incredibilmente “in piedi”, distruggendo strade, case, campi coltivati, abbiamo pensato che non ci sarebbe stato un futuro qui. Mai più.
Ma ci siamo ritrovati e siamo partiti. Con la forza e la determinazione di chi abita le nostre colline, sono partite ruspe che hanno aperto varchi, sgomberato frane, tolto alberi caduti. Abbiamo improvvisato segnaletiche, una specie di viabilità è stata ripristinata e abbiamo ricominciato a credere che si poteva continuare a vivere qui.

E’ iniziato così il lungo post alluvione: il paese spezzato, il guado, la sua demolizione, i semafori, la preoccupazione che sale a ogni temporale.
Ci siamo riuniti in comitato per partecipare, per non essere dimenticati e condividere i passaggi della ricostruzione, dialogando con le Istituzioni: Comune, Città Metropolitana, Regione, Prefettura, Struttura Commissariale.
Un dialogo difficile, complicato, per noi – che facciamo altro nella vita- e per le istituzioni (tecnici e amministratori) che hanno affrontato indubbiamente una situazione davvero straordinaria: ci ha colpiti la terza più grave emergenza meteo del pianeta del 2023.
Abbiamo sperato di riuscire a fare fronte comune, con tutte le competenze disponibili e il buon senso.
Sono stati annunciati 18 milioni per la ricostruzione del nostro comune già nel 2023, ma a che punto siamo?
I FONDI: DA EMERGENZA A PNRR!
Per utilizzare i 18 milioni stanziati dallo Stato in emergenza il Comune avrebbe dovuto celermente procedere alla progettazione, assegnando successivamente gli appalti (anche con affidamento diretto per la maggioranza dei lavori, poiché inferiori alla soglia dei 500.000 € ) ed iniziare i lavori di ripristino delle strade.
Non ci risulta, ad oggi, che sia stato cantierizzato alcun lavoro, tra quelli previsti nell’elenco inviato alla Struttura Commissariale.
In seguito ai gravi ritardi nella presentazione di molti progetti, la Struttura Commissariale ha successivamente stabilito non tanto di revocare la disponibilità dei fondi, ma di dirottarli nelle disponibilità di risorse PNRR.
In questi lunghi mesi, a ogni riunione o incontro con funzionari e amministratori di Enti sovraordinati, il nostro Comune risultava costantemente inadempiente, il fanalino di coda fra tutti i comuni colpiti e il risultato è che, ad oggi, la quasi totalità delle risorse destinate a Monterenzio sono finite nel PNRR.
Cosa cambia? MOLTO.
Questi fondi NON sono più immediatamente disponibili ma dovranno passare attraverso procedure molto più complesse che annullano, tra le altre cose, la possibilità di affidamenti diretti per progettazioni ed esecuzione dei lavori.
A questo fa seguito il fatto che molti (quasi tutti) i lavori potrebbero essere affidati a SOGESID, una società d’ingegneria a partecipazione statale che, in conseguenza della evidente difficoltà dei piccoli comuni come il nostro, propone una convenzione quadro per gestire “chiavi in mano” tutti i passaggi della ricostruzione delle strade, dalla progettazione all’esecuzione, includendo la scelta delle aziende per l’esecuzione delle opere. Questa gestione esternalizzata determina la perdita di controllo diretto del Comune e il possibile affidamento a progettisti che, pur tecnicamente ineccepibili, potrebbero non avere alcuna conoscenza del territorio su cui si realizzeranno le opere.
Lo stesso problema sussiste per l’affidamento dei lavori: non c’è alcuna garanzia che le aziende esecutrici possano essere anche quelle che già operano nelle aree colpite, che ci darebbero il vantaggio di conoscere molto bene il territorio e potrebbero consentire un confronto proficuo e puntuale con il Comune.
Quindi, purtroppo, a 16 mesi di distanza ancora NON ABBIAMO ORIZZONTI DEFINITI.
Come già annunciato pubblicamente, i Comitati hanno recentemente incontrato la nuova Amministrazione e, un indubbio cambio di passo, ha portato alla prossima formalizzazione di un tavolo di consultazione permanente, per consolidare finalmente quel dialogo virtuoso fra i cittadini e le istituzioni su questioni molto concrete: i tempi e le modalità di ripristino della sicurezza delle strade di Monterenzio, DI TUTTE LE STRADE.
Nella prossima assemblea che l’Amministrazione convocherà sarà possibile affrontare e approfondire questi temi e, auspicando che ci siano novità positive, potrebbe cominciare davvero un nuovo corso.
Elenco alla mano, per ogni strada franata, interrotta o non in sicurezza NOI CHIEDEREMO CONTO di come e quando si interverrà. Nessuna strada deve restare indietro. Questo reticolo è un tessuto vitale che non ha bisogno solo di “arterie” ma anche si ogni singolo capillare!
Sarà importante, parallelamente, ribadire che occorre riscrivere nuovi patti con tutti gli enti che gestiscono le risorse vitali per il territorio: acqua, energia elettrica, reti, linee telefoniche, raccolta rifiuti.
L’Amministrazione si è dimostrata disponibile e adesso sta a noi, a tutti noi, mantenere viva l’attenzione e la collaborazione, mettendo a disposizione tutte le competenze e tutta la voglia che abbiamo di ricostruire per dare un futuro alla nostra terra.


Un’ultima considerazione: per ogni lavoro che andrebbe a realizzare, SOGESID richiede un compenso equivalente a circa il 30% del valore complessivo dell’opera stessa per la progettazione, la gestione appalti, la Direzione Lavori e il collaudo delle opere. Quindi su ogni singolo intervento ipotizzato in 500.000 €, sarebbero circa 150.000€.
Sarebbe interessante capire se, gestendo direttamente alcuni interventi, si possano avviare collaborazioni dirette con personale specializzato competente, in grado di rinforzare la Struttura comunale, al momento molto carente, e dotarsi finalmente di un Ufficio Tecnico adeguato, in grado di gestire non solo l’emergenza di oggi, ma anche il monitoraggio e la manutenzione che saranno necessari in futuro.
Elisabetta Tedeschi
comitato Cittadini dell’Appennino Crinale Idice Sillaro
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