La nuova scuola …………..
Dov’è andata a finire la nuova scuola media “Il Barone Rampante”?
Siamo talmente preoccupati, giustamente, per la ricostruzione della strada provinciale 7 e di tutte le altre strade comunali, che non ci ricordiamo di un altro elemento importante che ci ha lasciato in gestione la giunta comunale precedente.
Era necessaria una nuova scuola media? Probabilmente no.
C’erano alternative rispetto alla posizione in cui si intende costruirla? Probabilmente sì.
Facciamo un passo indietro. La giunta precedente, con la deliberazione 15 del 28 Marzo 2024, deliberava 15 punti. Ne elenco alcuni, come ad esempio l’aggiudicazione dei lavori, il quadro economico, di procedere alla sottoscrizione del verbale di avvio lavori con l’operatore economico aggiudicatario, di procedere alla realizzazione di un edificio ad elevato rendimento energetico (nZEB-20%). Inoltre, in caso di ottenimento del contributo del Conto Termico di circa 667.000 €, di utilizzare tali risorse aggiuntive per il miglioramento dell’intervento di costruzione della nuova scuola media. Last but not least, il “famigerato” punto 11, in cui le richieste di verifiche idrauliche, presentate in sede di CdS dall’Unione dei comuni valle Savena Idice, sarebbero state approntate nell’ambito del successivo stralcio funzionale per la messa in sicurezza dell’area (ordinanza 13/2023 “Piano degli interventi di messa in sicurezza e ripristino della viabilità delle infrastrutture stradali”, emanata dal Commissario straordinario alla ricostruzione nel territorio delle regioni Emilia-Romagna, Toscana, Marche, e pertanto di ritenere ottemperate le indicazioni scaturite in sede di CdS”).
Nel mese di luglio, è stato espresso parere favorevole a procedere da parte dell’Ente Bacino Savena Idice, ma ad oggi non è stato ancora firmato alcun contratto con la ditta Appaltatrice, che fin dall’inizio ha definito i prezzi presenti nel Computo Metrico Estimativo “non congrui”.
Purtroppo, non è affatto raro partecipare alle gare d’appalto con un prezzo scontato, vincere inevitabilmente l’appalto e successivamente definire il prezzo “non congruo”. Naturalmente senza aver controllato un elaborato grafico e nemmeno letto una relazione tecnica.
Fin dai primi giorni successivi all’insediamento della nuova giunta comunale, abbiamo avuto uno scambio di opinioni e di vedute con i progettisti.
Non entrerò sicuramente nel merito dell’architettura esterna della scuola, che può piacere o non piacere. Facendo riferimento alla nuova scuola media di San Lazzaro, mi sono sentito rispondere che San Lazzaro ha fruito di finanziamenti cospicui e che progettista e progetti sono stati scelti dall’amministrazione; mentre, nel nostro caso, la gara di progettazione è stata interamente gestita dal Ministero con tempi molto serrati. Non mi pare che questa motivazione sia sufficiente a giustificare le scelte architettoniche e stilistiche.
In origine, doveva essere una scuola innovativa, completamente in legno, ma anche in questo caso i soldi non erano sufficienti e quindi abbiamo dovuto accettare una esecuzione in muratura portante, realizzata con blocchi pieni in calcestruzzo aerato autoclavato (volgarmente chiamato gasbeton), con un isolamento interno in lana minerale di vetro e ricoperto da una lastra di cartongesso.
Ma come, volevamo fare una scuola in legno riprendendo gli standard nordeuropei e finiamo per realizzarla con materiali che abitualmente vengono utilizzati nei paesi con temperature più calde durante tutto l’arco dell’anno!?
Potevano essere utilizzati, semplicemente, mattoni con isolante integrato, ma forse era troppo difficile da proporre, oppure sono stati proposti ma bocciati per i costi oppure per difetto di conoscenza.
Nonostante nel progetto fossero previste delle terrazze al primo piano, di cui non si conosce l’utilità, un elemento che avrebbe dato un carattere alla nuova scuola sarebbero state le vetrate sul lato est che, oltre ad una funzione termica, sarebbero state di impatto scenico: forse l’unica cosa bella esternamente a livello architettonico. Ma anche qui il costo risultava troppo alto e la soluzione del progettista è stata quella di utilizzare il gasbeton al posto delle pareti, inserendo per ogni aula delle porte finestre in PVC insignificanti. In questo caso, se sarà accettato, ci potrebbe venire in supporto il contributo per il conto termico menzionato precedentemente per ripristinare il progetto originario con le vetrate.

Abbiamo chiesto perché non si fosse pensato ad un pavimento tecnico (lastre di solfato di calcio ricoperto da qualsiasi tipo di finitura, delle dimensioni 600×600 mm, sollevate dal solaio tramite una struttura in acciaio zincato), che avrebbe permesso di riconfigurare a piacimento gli spazi e gli impianti a seconda delle necessità. Anche in questo caso, pare che si sarebbe trattato di un extra budget.
La ciliegina sulla torta è rappresentata dal controsoffitto con pannelli di gesso rivestito: soluzione che, oltre a sporcarsi con lo sguardo, veniva utilizzata negli ambienti bancari negli anni 90.
Ma le sorprese non sono finite!!
L’impianto di condizionamento è una pompa di calore aria-aria VRF a R410 (GWP 2088) a due tubi, con una distribuzione interna tramite unità canalizzate e cassette a 4 e 2 vie. Anche in questo caso, abbiamo sollevato dei dubbi sulla soluzione proposta, chiedendo perché non utilizzare una pompa di calore aria acqua con gas avente GWP più basso, secondo le normative vigenti. La distribuzione poteva avvenire tramite mobiletti fan coil, molto più semplici da mantenere rispetto alle unità a soffitto, in cui è necessario mettere mano al controsoffitto.
Anche qui, cambiare il progetto, di concezione vecchio di 20 anni, comportava slittamenti, aumenti dei costi e così via.
Per ultima, ma che ritengo di fondamentale importanza, la palestra. Abbiamo necessità di spazi per le attività sportive dei nostri figli e si continua a proporre palestre di dimensioni irrisorie.
In sintesi, avremo una scuola media che in questo momento non era necessaria, in una posizione che è stata considerata l’unica disponibile, progettata secondo criteri vecchi di 20 anni e dove le uniche proposte “furbe” sono state rimosse per motivi di costi e con l’Azienda che ha vinto l’appalto non contenta dei prezzi con cui ha vinto.
Sbaglio, ma il Committente non dovrebbe essere il Comune?
Un tormentone del passato ci porterebbe a dire “la domanda nasce spontanea” …….Perchè procedere con la costruzione della scuola media?
Perché la giunta comunale odierna è stata messa nelle condizioni di dover obbligatoriamente andare avanti perché, se rinunciasse dovrebbe pagare i progettisti, in buona parte già pagati con il fondo PNRR, e soprattutto pagare una penale per la recessione nei confronti dell’azienda che ha vinto l’appalto.
Pur non essendo questa la scuola media voluta da tutti i cittadini ma solo da una parte di essi, noi andremo avanti, saremo vigili e seguiremo i lavori nei minimi dettagli, cercando di migliorare il progetto/realizzazione nei limiti dei fondi a disposizione.

