Progetti eolici a Monterenzio

da | 15 Settembre 2024 | Apertura

Numero 2 - Settembre 2026

VALUTAZIONE APPROPRIATA DELLE FONTI ENERGETICHE DI UN TERRITORIO COLLINARE COMPLESSO: IL CASO DI MONTERENZIO

Testo a cura di: Elisa TagliaviniAlessandro Zucconi

Il tema dell’energia è senza dubbio complesso e stratificato, proprio perché tocca questioni cruciali che spaziano dall’ambiente alla geopolitica, dall’economia alla sicurezza. Parlare di energia implica spesso confrontarsi con aspetti controversi o dolorosi: incidenti nucleari, disastri ambientali legati all’estrazione o all’uso di combustibili fossili, e persino conflitti per il controllo delle risorse.

Ogni fonte di energia ha i suoi punti di forza e le sue criticità. Ad esempio:

• Combustibili fossili: sono stati il motore della rivoluzione industriale e della crescita economica, ma il loro impatto ambientale e climatico è ormai insostenibile.

• Energia nucleare: offre un’alta densità energetica e basse emissioni di gas serra, ma gli incidenti (come Chernobyl o Fukushima) e la gestione delle scorie rimangono sfide irrisolte.

• Fonti rinnovabili: rappresentano una soluzione più sostenibile, ma anche queste non sono prive di limiti. La produzione e lo smaltimento di pannelli solari e turbine eoliche possono avere impatti ambientali significativi, senza contare i problemi legati alla variabilità della produzione.

Non si può ignorare il fatto che l’energia sia fondamentale per il progresso umano. Si pensi che solo l’introduzione della A.I. (Intelligenza Artificiale) comporta un incremento dei consumi nel reparto delle server farm pari al 66% annuo.

Il dibattito sull’energia non può essere, quindi, ridotto a una scelta tra “giusto” e “sbagliato”. Si tratta piuttosto di una questione di equilibri e compromessi:

• Tecnologici: innovare per ridurre gli impatti negativi e aumentare l’efficienza.

• Sociali: garantire accesso equo all’energia, specialmente nei Paesi in via di sviluppo.

• Ambientali: minimizzare le emissioni di gas serra e tutelare gli ecosistemi.

Per affrontare il futuro, è cruciale abbandonare il dualismo tra “male necessario” e “utopia verde”. Serve una visione integrata, che consideri:

1. Educazione e consapevolezza: aiutare le persone a comprendere gli impatti delle scelte energetiche.

2. Efficienza e risparmio: ridurre il consumo energetico senza rinunciare alla qualità della vita.

3. Investimenti mirati: sviluppare infrastrutture per energie pulite e tecnologie innovative, come l’idrogeno o i sistemi di accumulo.

In conclusione, il discorso sull’energia deve essere affrontato con responsabilità, equilibrio e un forte orientamento al futuro, accettando la complessità e lavorando per ridurre i rischi senza rinunciare ai progressi che l’energia ci consente di realizzare.

Ma anche qui la domanda nasce spontanea: “OK tutte belle parole, a livello globale, o quasi, ma Monterenzio che ci azzecca?”

La domanda è più che legittima, e in effetti tradurre i grandi discorsi globali su energia e sostenibilità nel contesto locale, come quello di Monterenzio, è cruciale. Spesso ci sembra che i problemi e le soluzioni globali siano lontani dalla nostra quotidianità, ma non è così: ogni realtà locale può contribuire in modo significativo, pur con le sue peculiarità.

Monterenzio ha un suo “impatto energetico”. Ridurre i consumi inutili, promuovere l’efficienza energetica nelle case e negli edifici pubblici, o incentivare l’uso di energia da fonti rinnovabili non sono solo “grandi idee globali”, ma azioni che possono partire concretamente a livello locale.

Monterenzio, con il suo territorio immerso nella natura e un forte legame con il paesaggio appenninico, può rappresentare un luogo ideale per investire in soluzioni sostenibili a basso impatto ambientale, come:

• Installazioni di pannelli fotovoltaici su edifici pubblici o privati.

• Piccoli impianti idroelettrici lungo corsi d’acqua.

• Progetti di tutela forestale e agricola per catturare CO₂ e migliorare la biodiversità.

Monterenzio potrebbe essere un esempio virtuoso nel creare comunità energetiche rinnovabili, in cui cittadini, imprese e amministrazioni locali condividono la produzione e il consumo di energia verde. È un modello che riduce i costi, aumenta l’autonomia energetica e rafforza il senso di comunità.

Ma l’articolo non doveva e deve parlare di pale eoliche sul territorio?

Le pale eoliche nell’Appennino italiano rappresentano una questione che suscita un dibattito acceso, spesso polarizzato tra la necessità di promuovere le energie rinnovabili e la tutela del paesaggio, delle comunità locali e dell’economia montana. La presenza di speculazioni economiche in questo contesto è un tema particolarmente sensibile.

L’Appennino offre condizioni favorevoli per l’energia eolica:

1. Venti costanti: alcune aree dell’Appennino presentano un buon regime di venti, rendendole potenzialmente idonee per la produzione eolica.

2. Necessità di diversificare le fonti energetiche: la transizione ecologica richiede un aumento della quota di energia prodotta da fonti rinnovabili, e l’eolico è una delle più mature e affidabili.

Tuttavia, il territorio appenninico è anche caratterizzato da:

• Paesaggi di grande valore culturale e naturale: la presenza di pale eoliche potrebbe alterare questi scenari.

• Biodiversità fragile: l’installazione di impianti può interferire con ecosistemi sensibili, come quelli di alcune specie di uccelli e pipistrelli.

Le speculazioni legate agli impianti eolici derivano spesso da una combinazione di incentivi economici e normative complesse:

• Incentivi statali: gli impianti eolici possono beneficiare di contributi pubblici, che a volte attirano investitori più interessati al guadagno che alla sostenibilità del progetto.

• Intermediari poco trasparenti: in alcuni casi, società intermediarie acquistano terreni da comunità locali a prezzi bassi, per poi rivendere a grandi operatori energetici con margini significativi.

• Impianti sovradimensionati o mal collocati: ci sono esempi di parchi eolici realizzati o da realizzare in aree con ventosità inadeguata, esclusivamente per accedere ai finanziamenti, con un impatto ambientale sproporzionato rispetto al rendimento.

Di questi ultimi due punti ne parleremo, ampiamente, successivamente.

E Monterenzio?

Monterenzio sta entrando nel radar di chi promuove la transizione energetica attraverso fonti rinnovabili. 

La proposta di installare 25 aerogeneratori sui crinali di Monterenzio e Comuni limitrofi, avanzata dai soggetti promotori di progetti come Parco Emilia, Lion Stone e Parco Emilie, pone diverse questioni critiche, soprattutto alla luce dei metodi adottati per gli studi preliminari e delle caratteristiche del territorio.

1. Assenza di analisi adeguate:

Gli studi anemometrici, che misurano la velocità e la direzione del vento su base annuale, sono cruciali per determinare il potenziale eolico di una zona. Questi dati sono fondamentali per prevedere l’efficienza degli aerogeneratori e per evitare il rischio di installare impianti in aree non idonee, con basse performance energetiche. L’utilizzo di simulazioni al computer – in alternativa all’utilizzo di dati concreti – riduce significativamente l’affidabilità delle proiezioni sul rendimento degli aerogeneratori. L’assenza di analisi specifiche ed approfondite sul territorio di Monterenzio e l’uso di documentazione generica, apparentemente presa da altri progetti, sono indicatori di una scarsissima attenzione alle caratteristiche uniche del territorio e di una “urgenza” che ha ben poco a che vedere con una pianificazione responsabile sotto tutti i punti di vista.

2. Tempistica discutibile e localizzazione palesemente errata:

I progetti di massima sono stati elaborati prima degli eventi franosi che hanno colpito l’area nel maggio 2023 e di conseguenza dell’ottobre 2024. Questo aspetto è cruciale e dovrebbe bastare a decretare la fine di qualsiasi ulteriore dibattito nel merito. Le frane e gli smottamenti subìti dal territorio nelle Valli dell’Idice e del Sillaro, alcune ancora ben lontane dalla stabilità, hanno certamente alterato le caratteristiche geologiche e idrogeologiche dei crinali interessati dal progetto. Ignorare deliberatamente questi cambiamenti rappresenta un errore molto grave, in quanto le caratteristiche del terreno sono determinanti per la sicurezza non solo degli aerogeneratori in sé ma anche per il posizionamento di cavidotti interrati di lunghezze chilometriche. Le analisi geologiche effettuate a posteri di diversi di questi eventi hanno già messo in luce rischi di enormi proporzioni per la grave instabilità del terreno (l’esempio più lampante è costituito dalla frana di Villa Sassonero, ad oggi ancora in movimento da febbraio 2023). Alla luce di ciò si pone ai lettori un primo grande dubbio: come si può anche solo prendere in considerazione di effettuare un posizionamento di cavidotti sotterranei collegati a ben 25 aeroturbine in un’area che si sa già essere instabile e che si muove di svariati centimetri all’anno? 

3. Proposte non contestualizzate:

La menzione di un “migliore accesso per mezzi agricoli, di pastorizia e antincendio” che viene fornita in tutte le valutazioni di impatto ambientali ha il sapore di una giustificazione assai generica,assolutamente scollegata dalle necessità del territorio. Monterenzio, pur essendo collinare, non è noto per problemi di aridità così gravi da giustificare un simile approccio, specie considerando le recenti abbondanti precipitazioni che hanno aggravato frane e smottamenti.

4. Mancanza di piani dettagliati:

Un altro punto critico riguarda la mancanza di piani dettagliati per l’accesso ai luoghi di installazione degli aerogeneratori. Nei progetti esaminati, non sono descritti i percorsi specifici, se non quelli principali, come la SP21 e la SP34. Inoltre, non viene fornito alcun piano per affrontare i tratti più critici, come quelli che conducono alle posizioni indicate per l’installazione delle turbine. Questo lascia spazio a incertezze e grandi preoccupazioni su come saranno gestiti i trasporti e le opere infrastrutturali necessarie per accedere a crinali e ad aree di oggettivo, impensabile raggiungimento di mezzi pesanti.

Per non appesantire troppo la lettura lasciamo la riflessione aperta sulle considerazioni sin qui effettuate, con la promessa di proseguire l’argomento nel prossimo numero dell’editoriale, nel quale è nostra intenzione andare ad approfondire tematiche quali espropri, identificazione dei soggetti promotori di queste iniziative, nuovo sistema di credito sociale basato sui crediti di carbonio. 

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