Siamo stanchi, vogliamo lavorare
“Lo striscione dei disoccupati con significato sintetico apriva il corteo, qualcuno cattura quella immagine : è Antonio Di Stefano, autore che da anni raccoglie le “asinate” più o meno consapevoli degli italiani. I suoi libri hanno titoli emblematici , come : “Dottore, ho i dolori aromatici” , oppure “Alle sogliole del duemila”, il paradosso ci muove alla risata ci porta a vedere orizzonti improbabili e punti di vista paralleli alla realtà ma in questo : Siamo stanchi vogliamo lavorare!, potremmo trovare la sintesi ed il profilo assoluto delle recenti elezioni amministrative del Comune di Monterenzio.
Il Progetto Civico Bene Comune col candidato Sindaco Davide Lelli avrà il timone del prossimo mandato amministrativo con il 60.32% dei consensi ,1896 voti ,altrettante persone che hanno espresso la propria volontà apponendo la fatidica crocetta sul simbolo di una lista civica che si è presentata senza alcun “endorsement” da parte dei partiti, orrido termine che in politica, significa sostegno esplicito a un candidato, dato tramite una dichiarazione ufficiale.
Sembra anche questo un paradosso ma è andata così, l’appoggio che i partiti hanno garantito alle liste concorrenti non è stato minimamente considerato , inutile e superfluo riportare i dati che come sappiamo sono “datini”, l’aspetto saliente è che in modo trasversale e maggioritario oltre il 60% degli elettori hanno sentito il significato e la sintesi che la candidatura di Davide Lelli e dei componenti della sua lista portavano nella campagna elettorale ,in modo semplice e forte arrivava ai cittadini il messaggio: “siamo stanchi vogliamo lavorare!”.
In altri termini è emersa con forza la filosofia del “fatti non pugnette” divulgata con incisività dall’assessore Palmiro Cangini, depurata dalla pataccaggine e dall’ignorantezza che contraddistinguono la romagnolità .Sembra facile ma non lo è per niente, provate a pensare ad una persona rispettabile e seria che per una vita ha svolto un mestiere serio e rispettabile e che improvvisamente , mosso da irrefrenabile voglia di fare cose utili, in un momento di crisi della propria comunità, (siamo stanchi vogliamo lavorare) si trova alle prese con la costruzione di un percorso Politico, strutturato e credibile per gli elettori ,mettendo insieme una lista di persone che siano disponibili a vivere una esperienza di responsabilità e di lavoro per il bene comune . La politica è una belva feroce che adora la carne fresca (cit. Massimo D’ALEMA) e annusata la preda, ecco spuntare i “professionisti” che si propongono per dare consigli,suggerire strategie ed alleanze, persone e cose, parole e progetti, un vero assedio,un inferno con tutte le sue bolge, resistere con coerenza alle praterie sconfinate di pressioni provenienti dall’intero emiciclo deve essere stata una impresa eroica di cui forse non conosceremo mai i retroscena ma Davide Lelli è andato per la sua strada e ha cercato persone “stanche che vogliono lavorare”, stanche di ascoltare ciance e di provare imbarazzo della propria comunità e di chi la rappresenta e con tanta voglia di lavorare per il bene di tutti , visi ,storie ,professioni, mani (le mani di Pietro Pellicciari portano voti ) ecco le cose sono andate così Monterenzio Spera in Davide.

Sappiamo che le elezioni sono un rito laico in cui si celebra una misteriosa e antica divinità : la Speranza, Dea della attesa fiduciosa, più o meno giustificata, aspirazione, spesso illusoria, a un vago avvenire di bene o di felicità, Lei è l’ultima a morire, non a caso gli antichi la celebravano e innalzavano templi e guarda il caso, attribuivano valore politico ai suoi auspici, noi elettori siamo i demoni del rito collettivo dedicato a Spes, tutte le volte ci divertiamo a giocare all’infinito con la Speranza, nessuna delusione è veramente convincente, torneremo per sempre al rito, e a ripararci sotto il suo verde mantello, poiché altrimenti, tutto finirebbe, la nostra stessa vita sarebbe priva di senso privata della Speranza; siamo legati a lei e a lei ci affidiamo come una nave alla sua ancora.
Sicuro di aver contribuito al dibattito civile, ammaino la vela del pensiero e per adesso mi fermo in rada, mi godo un momento di pace, il tempo è mutevole, tutti i tempi lo sono sia quello in divenire che quello atmosferico ma per ora la nebbia è diradata e la chiarezza pare riprendersi gli orizzonti.
Sono stanco e vorrei lavorare .Paolo Vivaldi
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