Lettere al direttore

da | 1 Settembre 2024 | Lettere al direttore

Numero 1 - Settembre 2026

Gentile direttore

Monterenzio sarebbe un paese migliore se riuscissimo a sfruttare al massimo il suo patrimonio naturale e culturale. Ho 20 anni, vivo qui da sempre e apprezzo ogni giorno la bellezza della sua natura e dei panorami spettacolari. Tuttavia, ci sono opportunità per migliorare ulteriormente questo paese. Un aspetto importante è l’organizzazione di più eventi e feste per attirare visitatori da Bologna e dintorni. Eventi regolari durante tutto l’anno, come concerti e manifestazioni culturali, contribuirebbero a rendere Monterenzio un centro di attrazione e aggregazione. Un altro aspetto cruciale, come tutti sappiamo, è ripristinare la viabilità. Il termine dei lavori della strada provinciale è cruciale affinché si possa tornare alla normalità, ponendo fine alle code al semaforo rosso e a tutti i disagi connessi. Spero che questa amministrazione riesca a vincere questa sfida.

La riapertura della piscina comunale è un’altra priorità. Questo spazio, che in estate ha sempre avuto un ruolo centrale nella comunità, potrebbe offrire nuovamente un punto di incontro e relax per tutti. Inoltre, sarebbe una grande occasione per modernizzare tutto il complesso, sistemando la struttura per renderla accessibile tutto l’anno. Infine, è fondamentale creare più possibilità per i giovani. Spazi per attività e laboratori di formazione professionale potrebbero incoraggiare i giovani a restare e investire nel futuro del paese, evitando di dover cercare opportunità in città.

Monterenzio ha un grande potenziale. Con interventi mirati e un po’ di impegno, sono sicurache si possa rendere più accogliente per tutti.

Martina

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Gentile Martina

Permettimi di ringraziarti per il tuo prezioso contributo, che mi incoraggia ad una nuova rubrica dedicata ai giovani e al loro punto di vista, sempre molto stimolante e sempre da tenere in considerazione.

Le cose che hai scritto sono tutte interessanti e ci faremo portatori di queste idee presso l’amministrazione, in particolare per sollecitare il ritorno di eventi aggregativi. Mi piace molto l’idea dei concerti, che sarebbe un modo intelligente per utilizzare con rispetto i grandi spazi del nostro territorio. Bellissima l’idea dei laboratori di formazione professionale. Per la viabilità, e per la piscina che ne è una naturale conseguenza, abbiamo finalmente le date di inizio lavori e una scadenza, come potrai leggere su questo numero del Vivace.

Grazie davvero per il tuo contributo, continua a seguirci e a stimolarci.

a presto. Il direttore

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Caro Direttore

La nuova amministrazione comunale guidata dal Sindaco Lelli si è già impegnata fattivamente in alcune manutenzioni del territorio. Queste attività sono state coordinate dell’Assessore Pellicciari, che è spesso stato supportato anche da un gruppo di volontari comunali (che lo ha sinora con solerzia coadiuvato nel sistemare le aree di Via del Museo, Via del Lavoro, Via Caduti Alpini, il parco eolico ai Casoni di Romagna, alcuni marciapiedi, nonché le zone presso Ca’ di Lavacchio, la piscina e la SP in corrispondenza della curva a La Rocca).

Per alcuni interventi operati dall’amministrazione Lelli, la competenza delle manutenzioni sarebbe stata della Città metropolitana. Quest’ultima continua però troppo spesso a latitare, come dimostra pure il fatto che solo di recente – e con risultati palesemente non soddisfacenti – ha finalmente provveduto allo sfalcio delle banchine stradali. Un unico sfalcio in tutta la stagione, nonostante  le condizioni precarie di sicurezza stradale e la mancanza di segnaletica.

Mentre proseguono le opere manutentive dell’amministrazione comunale, è allora impossibile non domandarsi come sia possibile che, dopo circa 17 mesi dalle frane del 2023, la Città metropolitana non sia ancora stata in grado di intervenire con prontezza per eliminare, o almeno adeguatamente mitigare, le tante eclatanti e pericolose situazioni di trascuratezza del territorio e della viabilità.

Nell’ambito dei finanziamenti stabiliti il 31/10/2023 dal Commissario Figliuolo, con i quali sono state determinate le modalità procedurali e un finanziamento di € 3.800.000 per la sistemazione delle scarpate franate che sono di competenza della Città metropolitana, risulta infatti presentato un unico progetto di sistemazione della SP 7 solamente ad agosto 2024.

A riguardo è stato annunciato l’inizio dei primi lavori per il 16/09/2024, per un importo di 151.280 €, con tempi di esecuzione pari a 30 giorni. Inoltre, tale appalto è stato affidato ad un raggruppamento di sei imprese, che hanno la possibilità di subappaltare ulteriormente i lavori:. Si prospetta dunque al nostro orizzonte la concreta eventulità di una catena di subappalti che, complice la farraginosa macchina burocratica e dirigenziale, rischia di non dare né i risultati sperati né quelli assicurati.

Anche il Quadro legislativo non aiuta, è in gestazione il PUG (Piano Urbanistico Generale), lo strumento di pianificazione che i Comuni adottano, a livello di Unione, per delineare gli obiettivi e le scelte strategiche di assetto dei centri urbani e del loro territorio. Questo piano rischia di bloccare l’edilizia libera e la possibilità di ristrutturare edifici fuori dai centri abitati. Le scelte politiche dovrebbero invece favorire il recupero del patrimonio esistente, anche con cambio di destinazione d’uso, ove necessario, affinché vengano tutelate la residenza e l’attività economica in loco, così da combattere lo spopolamento dei nostri Comuni montani, già fortemente penalizzati dai fenomeni di denatalità e dalla carenza di infrastrutture.

Silvio Albertazzi

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Caro Silvio

Intanto grazie per il suo prezioso contributo. Sento di dover condividere l’apprezzamento per i volontari che si sono adoperati per la sistemazione di tante strade e la critica nel confronti della CM, perché 17 mesi di totale inerzia sono vergognosi e irrispettosi nei confronti dei cittadini in difficoltà. Per ultimo condivido le preoccupazione per il PUG, ma mi auguro che questa nuova amministrazione non prenda in considerazione l’idea di impedire le ristrutturazioni al di fuori dei centri abitati, perché se questa filosofia può essere di aiuto nella riduzione dei costi in pianura, in collina determina uno spopolamento delle aree periferiche che è proprio all’origine dei nostri problemi idrogeologici. Ci faremo portatori di queste sue preoccupazioni con la nuova amministrazione.

grazie ancora, continui a scriverci.

Il Direttore.

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